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Vocazione

Gnōthi seautón, conosci te stesso, recitava l’oracolo di Delfi, oramai divenuto uno slogan abusato un po' ovunque. Ma chi, oggi, conosce realmente sé stesso? Da sempre l’essere umano si pone questi dilemmi, e forse questo il periodo storico in cui ci si pone sempre meno domande di tale spessore. Del resto, è spesso la sofferenza che ci porta a domandare, e quando quella sofferenza viene negata, mascherata, la domanda si spegne e con essa l’opportunità di conoscersi meglio e di vivere una vita migliore. Ma perché il conoscersi meglio dovrebbe permettermi di vivere una vita migliore? Perché semplicemente ciò ci permette di vivere secondo la propria natura, secondo ciò che si è “chiamati” ad essere. I greci chiamavano ciò eudaimonia (dal greco eu "bene" e daimon "spirito/demone"), quello che noi traduciamo con felicità, e per i greci è il vivere in armonia con il proprio Dàimōn, il prorpio demone. Diceva Socrate dialogando con Glaucone in “La Repubblica” di Platone: 

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